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Santa Giulia
Marmo d’eccezione. Lastre grezze, lastre lucidate, blocchi da taglio.

Citazione · 1837
Antoine-Claude Pasquin, detto Valery, nel suo racconto di viaggio del 1837. In visita a Bastia, scrive: “Il selciato, formato da lastre di pietra di Brando, è una sorta di marmo diasprato superiore persino a quello di Milano, di Firenze e di Napoli. Sarebbe più degno di palazzi e di templi che di strade: le sfumature di questa pietra risaltano dopo la pioggia con uno splendore singolare. Questa semplice sottoprefettura francese è forse la prima città d’Europa per il suo selciato”.

La cava
Apprezzata fin dal XII secolo per le sue eccezionali caratteristiche tecniche e per la varietà delle sue sfumature, la Pierre de Brando è impiegata nella realizzazione di opere d’arte in Alta Corsica e nell’ornamento di città e villaggi.
La coltivazione della cava di “Petre Scritte” raggiunge il suo apogeo sotto il Secondo Impero: il dinamismo di questa industria estrattiva è legato all’ascesa di Bastia e allo sviluppo di grandi centri urbani come Marsiglia, Genova e Livorno, dove la Pierre de Brando viene posata.
Dopo un declino a partire dal 1870 e un arresto totale negli anni Trenta, l’attività riprende negli anni Settanta grazie ai fratelli Brignoli, che modernizzano il settore con la Société de Construction du Cap.
Oggi, dopo la chiusura del 2018, la cava è stata rilevata dal Groupe Brandizi, che garantisce il futuro di questa pietra emblematica e il suo ritorno sul mercato nel 2025: una pietra scolpita dal tempo e plasmata dall’uomo, che racconta la storia della Corsica in ogni venatura, in ogni riflesso di luce…

Il luogo
Arroccata sopra il Mediterraneo, la cava di Brando domina un paesaggio grandioso, dove il blu profondo delle onde si fonde con le raffiche del vento di mare.
Di fronte all’infinito, si erge come un santuario minerale, bagnato di luce e di sale, scolpito dal tempo e dall’uomo. Ogni pietra estratta sembra portare in sé l’anima del Capo Corso, grezza e maestosa.
Più che una cava, Brando è una memoria viva, un libro aperto sulla storia corsa. Chiamata “Petre Scritte”, la cava di Brando deve il suo nome alle misteriose incisioni che ne ornano le pareti, vestigia del XII secolo in cui la pietra stessa sembra portare l’impronta del tempo e degli uomini che l’hanno plasmata.

01
Marmo d’eccezione. Lastre grezze, lastre lucidate, blocchi da taglio.

02
Pavimentazioni, cordoli, davanzali, lose, opus incertum, pietra da costruzione, muretti.

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Massi da scogliera e inerti.



Attraverso
i secoli
La Pierre de Brando è un materiale d’eccezione, impiegato fin dall’epoca romana per le sue notevoli proprietà: non porosa, resistente al gelo e al sale, antiscivolo e molto solida.
Grandi realizzazioni in Pierre de Brando:
La pietra, un cipollino, deve il suo nome alla struttura in sottili lamine, simili agli strati di una cipolla. Coltivata a gradoni nel XVIII e XIX secolo, la cava conosce uno sviluppo interrotto dalla Prima guerra mondiale.
Negli anni Settanta l’attività riprende grazie ai fratelli Jean e Lucien Brignoli, che rilanciano la produzione diversificandone gli impieghi: lose per coperture, pavimentazioni e pietre da costruzione.